martedì 22 dicembre 2009

Squillace Antica: Stage Taiji Quan


Una pratica serena e continua, fa si che la comprensione sia più nitida, piu' di quanto le sole parole possono esprimere..... la teoria e la filosofia è importante, deve essere studiata per una maggiore comprensione dell'arte della guerra (WUSHU), ma non e esclusiva, è semplicemente inclusiva nella pratica....

Durante i seminari di introduzione o approfondimento del Wudang Kung Fu (Kung Fu interno della tradizione Wudang), le informazioni iniziali che maggiormente tendo ad argomentare, è l'importanza della “continuità” e del modo di “praticare”, ponendo la mia personale esperienza, come esempio per gli altri. Esperienza che continuo a vivere ad assorbire e condividere, la stessa matura con la pratica.

La continuità fa comprendere meglio l'arte, perché in fondo fa comprendere meglio noi stessi, più comprendiamo noi stessi più avremo le risposte che cerchiamo nell'arte del Kung fu e nella vita di tutti i giorni .
La serenità nel praticare non deve essere distorta in un alleggerire la pratica fisica, ma deve mirare a rendere serena la mente "yi" , il corpo si muove con intenzione se c'è intenzione e se la mente e libera....


Domenica 20 Dicembre 2009, si è tenuto nella sede di Squillace Antica, uno stage su Taiji Quan., nell’attesa di chi ancora doveva arrivare ci siamo trattenuti in una chiacchierata marziale con simpatici racconti, e allo stesso tempo con i suddetti argomenti ; continuità, serenità e modo di praticare, quest’ultimo anche in una visione contorta, o meglio, di come contorto e distorto molte scuole rappresentano il Kung Fu, cercando come sempre di fare chiarezza alle varie domande poste, con una “critica” positiva per una comprensione sempre pulita e trasparente….

Durante la praticare, ho avuto un momento di riflessione guardando al tempo stesso con molta soddisfazione l’esecuzione della forma di Taiji, che i ragazzi eseguivano, notando un “cambiamento” positivo in tutte le sue sfaccettature, l’atteggiamento, il modo di muovere e di muoversi, sono certo che questo e solo l’inizio, altri cambiamenti si susseguiranno, e penso che saranno positivi per una infinita pratica.

Voglio ringraziare i partecipanti a questo stage, che mi hanno dimostrato molta collaborazione, partecipazione e passione, per tutti gli amici e allievi che per mille motivi non sono stati presenti, capisco benissimo, tutti abbiamo molti impegni, anche per me non è del tutto un periodo sereno …. ritrovo però la mia pratica come mezzo e non come fine….questo mi rende molto sereno…..

I migliori auguri di buone e serene festivita a tutti

M° Lino Perlongo

mercoledì 25 novembre 2009

Contro il servilismo culturale / contro il Confucianesimo


Riprendo a scrivere dopo un periodo di stasi, questi periodi sono dovuti al poco tempo e alla continua pratica, ma questa volta l’ esiguo tempo è motivato dal "cambiamento" di carattere personale/familiare (positivamente parlando), combinato ad un intenso lavoro nel neijia.

Ritorno quindi a scrivere con una nota di colore e di condivisione con tutti gli amici di questo blog, e non solo, anche con chi semplicemente per curiosità o “pettegolezzo” segue tutto questo "ben venga la critica ma che sia costruttiva e dimostrabile....", riportando con molto orgoglio (anche per l’affinità di pensiero che riscontro quotidianamente), un articolo scritto dal Maestro Loriano Belluomini, pubblicato sul suo sito poco tempo fa, dal titolo
"INNOVARE NELLA CONTINUITA' - Lettera aperta a tutti i praticanti di Ba Gua Zhang"....
Di solito un articolo si pubblica partendo dal primo capitolo fino all’ultimo , bhe! Io ho deciso di pubblicare una parte ovvero il seguente:

2- CONTRO IL SERVILISMO CULTURALE/CONTRO IL CONFUCIANESIMO
E' da noi diffuso (e non solo da noi ma un po' in tutto l'Occidente) una sorta di servilismo culturale per cui anche persone che normalmente sono dotate di senso critico riguardo al contesto culturale in cui operano, si sbracano quasi completamente e servilmente di fronte ad aspetti culturali 'orientali' che vengono accettati direi quasi con fede, come provvisti di un'area di sacralità. Faccio subito un esempio, tanto per restare pratico. Io ho pubblicato molti filmati sul web relativi sia all'insegnamento avuto da maestri sia relativi alla mia pratica corrente. Rispetto a quest'ultima, diverse persone si sono sentite in dovere di criticare questo o quell'aspetto tecnico o questa o quella tecnica. Questo è legittimo, però non posso fare a meno di notare come lo stesso tipo di critiche non venga rivolto a questo o quel maestro cinese le cui tecniche vengono presentate sul web. Il più delle volte queste tecniche sono semplicemente risibili, inefficaci e soprattutto non adeguate ai tempi, ai cambiamenti e alle novità presenti nel mondo marziale. Non tengono conto, ad es. dell'esistenza di discipline nuove o quasi come boxe, kick-boxing ecc. Non solo: all'interno del campo stesso del kungfu non si sono confrontate con arti come il Wingchun o altre consimili che hanno invece avuto un'evoluzione più in rapporto al combattimento. Quello che manca, nelle tecniche ad es. di BGZ tradizionali è un rapporto con l'evoluzione che le Arti Marziali in generale e considerate a livello mondiale, hanno drammaticamente subito nel secolo scorso. Quello che sembra a me grave è che nessuno o quasi faccia un discorso critico contro questo servilismo culturale. Una sorta di schiavitù mentale ci pervade verso tutto quello che è 'cinese' .

Il servilismo culturale non è solo presente qui in Occidente, ma lo è anche e lo è stato ancor più in passato, all'interno della stessa Cina. E' un servilismo che ha un nome ben preciso: Confucianesimo. Questa dottrina, per diversi modi ottima, è totalmente schiacciata su atteggiamenti conservatori, socialmente e politicamente reazionari. Al tempo della Rivoluzione Culturale cinese, che pure tanti danni ha creato alla Cina, c'è stato però un perido di critica al Confucianesimo che secondoi me è stato una delle poche cose valide di quel tempo. Non a caso oggi in Cina è risorto una specie di Neo-Confucianesimo che si vede anche negli ultimi film marziali. Confucio stesso si vantava di non aver creato nulla: era, un po' come i seguaci di Guenon al giorno d'oggi, alla ricerca di una mitologica Tradizione antica da preservare e in cui totalmente affondare. Per secoli e secoli la Cina è stata così schiacciata culturalmente su una tradizione che non ammetteva nulla di nuovo e che serviva gli interessi delle classi dominanti. E' pur vero che in contrasto a questo asservimento vi sono state correnti di pensiero anche forti come Daoismo e Buddhismo (specialmente il Chan / Zen) ma è altrettanto vero che in generale anche queste tradizioni sono state parzialmente assorbite dal Confucianesimo. Naturalmente il progresso doveva andare avanti in qualche modo; l'espediente più usato era allora di creare il nuovo fingendo che esso risalisse all'antico, a qualche tradizione segreta, esoterica, rimasta nascosta ai più oppure ritrovata miracolosamente da qualcuno. In tempi recentissimi anche il creatore del Falun Gong ha fatto un'operazione simile. Anche all'interno del Baguazhang (BGZ) sono avvenute molte di queste operazioni di mistificazione: ad esempio il cosiddetto EMEI BGZ, il BGZ della famiglia Tian e numerosi altri: tutti casi dove la necessità di creare, inventare o aggiornare si scontravano con il tradizionalismo culturale della mente cinese.

Un danno ancor più grave, all'interno del BGZ in particolare ma anche nel Taijiquan e, in maniera forse minore, nel Xingyiquan, è stato l'atteggiamento servile degli studenti verso i loro maestri. Conosco bene, per testimonianza diretta del mio maestro di Xingyi, Yu Yongxi, come andavano le cose. Un maestro, diceva Yu Yongxi, ti faceva vedere qualche movimento una volta o due e tu dovevi lavorare e ripetere questo. So bene, per esperienza, come certi movimenti siano difficili da afferrare a prima vista, specialmente se non ne viene dimostrata l'applicazione reale. Bene, il Confucianesimo mentale dei Cinesi impediva allo studente di essere 'scortese' verso il 'Maestro' richiedendogli a che cosa servisse quel tale movimento; non solo: impediva anche di richiedere la ripetizione del movimento. Ecco, mi diceva Yu Yongxi, come mai ogni arte ha avuto una proliferazione di modi diversi di fare le stesse cose. Lo studente X magari aveva colto in maniera sbagliata il senso di un movimento, il maestro non lo aveva corretto (perché in genere i 'maestri' non si sporcavano le mani se non con i loro studenti preferiti- un esempio è quello di Yip Man che al di là dell'agiografia di un film recente non entrava quasi mai in contatto fisico con un suo allievo) e quando lo studente a sua volta cominciava a insegnare ripeteva (senza capirlo) quello che aveva imparato in maniera erronea. A loro volta i suoi studenti non osavano chiedere e così giù, giù...

Per quanto riguarda il BGZ già alla terza generazione la maggior parte dei maestri non sapeva più il senso reale di quello che stava facendo. Oggi, che siamo alla quinta / sesta generazione, molti maestri, specialmente quelli dello stile Cheng, presentano delle cose eccezionalmente belle DI CUI NON SANNO QUEL CHE FARE! E anche nella tradizione Yin, spesso si conoscono forme ma i contenuti sono assurdi o del tutto inadeguati. E allora vediamo libri o CD che prolificano senza portare un reale chiarimento o aggiornamento sull'Arte.

Non voglio dire: io sono quello che..... Credo che il cambiamento avverrà pian piano con una sorta di rivoluzione culturale che si imporrà anche alle menti più tradizionaliste. Personalmente io ho avuto una mentalità conservatrice, per non dire reazionaria, fino al 1968. In quell'anno la rivoluzione culturale globale di quel periodo ha cambiato la mente e il modo di pensare di tante persone. Per un decennio sono stato, se posso dirlo, un 'rivoluzionario' ma mentre nuovi conformismi si creavano anche in questa fascia, la mia mente è rimasta ancorata allo spirito critico. Questo spirito critico risale a un latinista di Pisa che qui voglio citare in segno di gratitudine, il professor Brugnoli, che mi ha fornito letteralmente gli strumenti dell'indagine critica e filologica. Ecco, un latinista per me è stato un rivoluzionario!!! Incredibile, no? Riguardo alle Arti marziali, dove il mio spirito critico è rimasto, anche nei 'momenti di fede' che ho avuto anch'io come tutti, il mio approccio ad esse è nato da un'esigenza reale, il mio antifascismo. Questo forse dispiacerà a qualcuno, ma non so che farci, questa è stata la mia esperienza e ognuno è la propria esperienza. Questo approccio è cominciato nel '68 con una rissa di strada con elementi fascisti ed è proseguita negli anni 70 per necessità di autodifesa contro i fascisti di Ordine Nuovo, l'organizzazione terroristica nera di quel tempo. Lì, dal vivo, è sorta la necessità di imparare un'arte marziale e i fascisti lo avevano capito prima di me. Perciò quando vado a discutere di Arti Marziali io sono per la tradizione ma sono soprattutto per l'efficacia. Tutti gli altri approcci li trovo ridicoli. Ecco perché anche il mio Taiji preferito è quello Sun nella versione Fu Zhensong. Perché esso è perfettamente integrato con le altre cose che faccio, essendo intriso di molto Xingyi e anche di un po' di Bagua. Io ho studiato, a suo tempo anche il Chen (che va tanto di moda) ma non riuscivo a vedere l'integrazione con Xingyi e BGZ. Nel Taiji / Sun io vedo questa integrazione e l'ho approfondita in maniera tale che questo Taiji è davvero, ora, un'arte marziale. Molte delle tecniche e degli esercizi a due che insegno nel KF le pratico, infatti, anche nel Taiji. Per esempio non pratico quasi più il Tuishou , che mi sembra poco pratico e ormai un gioco all'interno di un orticello, mentre pratico il Roushou o Tui-san che deriva da esso. In conclusione: il mio discorso non vuole tagliare con il BGZ tradizionale, io per primo sono un suo insegnante. Vuole solo mettere a confronto il BGZ tradizionale con la globalizzazione delle arti marziali e immettere nuova linfa in un albero che, non voglio dire che stia seccando, ma mi sembra non sia troppo vitale.



nella foto sopra:(il Maestro Lino Perlongo in Xingyi ), segue nella foto: (il Maestro Loriano Belluomini e Fabio Panelli in Bagua duipi dao)



sabato 5 settembre 2009

Satge Nazionale Interdisciplinare a Caulonia 2009 - Grande successo


Rieccoci a scrivere sul mio Blog, è passato un pò di tempo dal mio ultimo post, mi sono volutamente fermato per una pausa "estiva" ma ho continuato a scrivere una specie di diario con la riserva di pubblicare con la ripresa delle attività, i vari pensieri, esperienze, ed eventi che si sono accumulati in questo periodo virtualmente silente ma realmente attivo.Ricomincio quindi a scrivere su questo Blog, presentando e omaggiando quanto segue al mio amico Maestro Giuseppe Cavallo, uomo di grande "FEDE" quella applicata alla vita di tutti i giorni, e non enunciata, un Maestro dalla "M" maiuscola sotto tutti i punti di vista tecnico etico e morale...

Poco tempo fa, scrissi un post "Fatti non parole" oggi posso confermare che i fatti sono stati dimostrati nella piena competenza e umiltà, anche se c'è sempre chi crede che lo "Yin nello Yang" genera ping è una battuta !!!! anche questo serve comunque a equilibrare le cose affinché si possa discernere il vero dal falso sotto tutti i punti di vista in particolare su quello umano "UMILTA'".


Con una durata di 4 giorni, il seminario organizzato in maniera direi splendida, da tutto lo staff del Maestro Cavallo, tanti gli argomenti di studio trattati, persone illustri e conosciuti in tutto il territorio nazionale e non solo, sono stati tra i primi ad accogliere questo grande evento, basta comunque leggere i vari articoli pubblicati da importanti riviste online del settore, quotidiani ecc. basta collegarsi al sito della mia scuola http://www.longtao.it/homemain.htm trovate alcuni link in prima pagina.
Ringrazio per la splendida accoglienza, avendo vissuto un due giorni che rimarranno indelebili nella mia mente e nel mio cuore, anche il lato tecnico è stato direi speciale avendo suscitato grande interesse ed entusiasmo e raccolto tanti ringraziamenti da praticanti di tutte le età ed esperienza, sono contento che il mio lavoro proposto sia stato apprezzato.
Presente come sempre il mio allievo Dario Vetrò, colgo l'occasione nel ringraziarlo per la sua dedizione continua e la sua vicinanza, e rivolgendomi con un bravo per il suo nobile comportamento ..... ha preferito praticare nel gruppo di Aikido, dimostrando grande umiltà ,
avrà imparato qualche cosa!? penso di si...a buoni intenditori!

Il lavoro è stato incentrato prevalentemente sui sistemi interni "Neijia" in particolare su i principi che regolano una corretta pratica come costruire il corpo, assetto posturale, i tipi di forza, il Qi, la mente Yi, ecc. trattando quindi estratti di Taiji, Xingyi, Bagua, dimostrato con lo studio delle applicazioni le tecniche, ma anche il Kung Fu Shaolin ha avuto il suo spazio coinvolgendo tutti i praticanti in particolare i giovanissimi che si sono dimostrati ottimi praticanti.

In attesa di un secondo incontro, ringrazio tutti coloro che sono stati presenti a questo evento, chiedendo scusa se non scrivo i nomi anche perché non li ricordo tutti eravate veramente tanti, voglio invece citare e ringraziare personalmente per la loro bravura come artisti marziali e combattenti gli amici, Giacomo (KickBoxing)da Reggio Calabria, Cosimo (Kenpo) Puglia, Simone (Aikido) Grosseto, con cui ho trascorso non solo i momenti dello stage, ma in loro compagnia una splendida serata a Caulonia superiore al Kaulonia Festival 2009 gustando le melodie del grande Eugenio Bennato che ha deliziato la serata, ma questo successivo ad una meravigliosa visita alla Madonna dello scoglio un luogo di serenità e mistica pace, e dopo aver ricevuto la benedizione di Fratel Cosimo.
Finalmente ho incontrato nel M° Cavallo, principalmente un "fratello" di pratica e di vita, anche Lui come me non vende o svende ciò che insegna, ma regala la gioia della Vita....questa è SCUOLA DI VITA

Grazie di tutto amico mio.

nella foto(da sinistra Maestro Giuseppe Cavallo e Maestro Perlongo

giovedì 9 luglio 2009

2* Seminario 2009 - Neijia Quan - Isca sullo Ionio

Grande soddisfazione.
Concluso domenica 5 Luglio, il seminario giunto al secondo anno, che per ben 2 giorni ci ha impegnati in una formazione intensiva di tutto rispetto, i miei complimenti a tutti coloro che con la loro presenza hanno potuto assaporare e condividere la pratica nella sua giusta applicabilità, poche parole ma tanto, tanto lavoro, partenza alle ore 06:00 e con qualche pausa si terminava alle ore 20:30, pause fatte di colazione e meritato relax, dopo gli esercizi di Qi Gong .

Voglio con queste poche righe manifestare la mia riconoscenza a tutti per il lavoro svolto , per alcuni una introduzione "abbastanza incisiva" portata avanti con grande passione e determinazione, e con ottimi risultati, per altri un'altrettanto è incisivo approfondimento lavorando tantissimo sulle tecniche e sulle applicazioni.

"l'essenza va ricercata all'interno, e deve essere "semplicemente" naturale, fai nascere dall'interno e costruisci l'esterno - Nei Gong -"

Interessante è stato il lavoro a due di Taiji, cercando sempre di riportare quest'arte alla sua vera origine.Come da tradizione, alcuni hanno lavorato su forma tradizionale Yang, proseguendo con la seconda parte, altri su i fondamentali e su forma breve Yang, ogn'uno quindi per la sua esperienza ha sviluppato un lavoro di ricerca, ritrovandosi in un continuo, fatto di armonia e confronto costruttivo nel momento della pratica a due.

Una brevissima introduzione è stata fatta anche su Yin Fu Ba Gua Zhang , scuola di Bagua da me studiato e portato avanti sotto la guida del M° Loriano Belluomini .

Un antico detto cinese sul Gong Fu recita

“ per padroneggiare e comprendere il Gong Fu bisogna masticare amaro”

notando che non tutti sono disposti ad assorbire e gustare il suddetto proverbio.

Un ringraziamento particolare a Salvo Inglese, che con la sua presenza e una grande partecipazione pratica attiva direi, mi ha onorato della sua presenza, con la speranza di rivederlo in una prossima occasione. Anche il suo positivo apprezzamento è stato per me una grande soddisfazione.

Lino Perlongo

lunedì 1 giugno 2009

FATTI NON PAROLE

Si è svolta nella città Ionica di Caulonia Marina (RC), la giornata dello sport, una manifestazione dove le attività prendevano vita in un contesto di amicizia e divertimento, sempre bello da osservare … ho avuto quindi il piacere di incontrare l'amico M° Giuseppe Cavallo, ringraziandolo per l’invito la disponibilità e l’accoglienza, anche se impegnassimo nel ordinamento degli eventi. In compagnia del mio allievo Vetrò Dario, abbiamo dato un brevissimo accenno a quelle che sono le pratiche della nostra scuola, presentando estratti di Taiji (ventaglio per l’occasione) e di Yin Bagua Zhang, Dario ha eseguito Shaolin Quan con una forma avanzata e il lavoro con la sciabola. Con il Maestro Giuseppe Cavallo ci siamo trattenuti successivamente per approfondire la nostra amicizia “penso che sia la cosa fondamentale per un proseguo”, e quello che era il nucleo del nostro incontro, uno scambio di idee e una cooperazione tra le scuole in ambito di diffusione e promozione delle attività.
Ci siamo subito trovati sulla stessa linea di idee, la voglia di promuovere e divulgare le nostre pratiche regolate dalla giusta etica non manca, quindi i primi progetti che da qui a poco prenderanno forma … ma come si accennava prima del mio rientro realizziamo “fatti non parole” quindi rimando i dettagli quando i “fatti” saranno visibili e tangibili, come nostra sana abitudine.

Lino Perlongo

martedì 19 maggio 2009

APPARIRE

Poco tempo fa avevo enunciato in un post “Quando trovi il tuo Tao” quanto segue “… ho conosciuto anche molte persone e personaggi, alcuni di questi buoni insegnanti, altri semplici romanzieri … “ ed è proprio di quest’ultimi, che esprimo le mie riflessione.

Voglio raccontare di quei “personaggi”, che amano tanto “APPARIRE”.

Di chi mette al primo posto il titolo senza conoscerne i contenuti, di chi ama il vestito “uniforme” per il solo gusto di indossarlo, forse perché fa moda! … mi sono sempre chiesto: cosa cambia in un allenamento indossare per esempio i bracciali borchiati? Forse aumentano le abilita?

Comprendo e condivido invece il sapersi presentare, l’etichetta è “anche” importante perché inclusiva e non esclusiva nel presentare la propria scuola e la propria pratica.

Noto che si continua a marciare in un senso contradditorio nella attività del gong fu, ci si basa moltissimo su “l’apparire” confondendolo con il presentare. In varie occasioni ho avuto modo di osservare molte “persone” indossare gli "abiti" più variegati, per un semplice allenamento, penso invece che bisogna saper “presentare” la scuola e se stessi unendo alla presentazione estetica anche la capacita tecnica e culturale, con una mente più aperta, altrimenti e come aver una bella chitarra e non conoscere o saper leggere la musica, accogliere i suggerimenti di chi non ama apparire, ma solo presentare la propria esperienza in maniera non assolutistica, come molti “Grandi maestri” fanno.

A tutto questo si associa, l’apparire dello “stile” della serie (solo questo stile funziona) scoprendo quando incroci le braccia che sei stato troppo “umile” a non umiliare; in questo apparire ecco venir fuori le incongruenze di studio, per farla breve “un buon bugiardo dovrebbe aver sana e buona memoria” intanto l’apparire e sempre al primo posto.

Nell’apparire si evidenziano frasi già fatte, la cosa curiosa e sentire poi le tue parole rivolte a te come insegnamento. . . “ma, non avevo espresso io questa frase o concetto!” beh! almeno e stato ricordato . . .

Indossare un abito tradizionale che sia broccato o viscosa non importa, ma che rappresenti e presenti il proprio percorso di studio, di esperienza e di vita con sana onesta, se questo e regolato dal NON APPARIRE, ma dovrebbe essere altrettanto corretto sapersi presentare nella pratica della morale.

Non è la tosatura a fare il monaco, ma la virtù dell'animo.

Lino Perlongo


sabato 11 aprile 2009

La giusta pratica


Mi capita durante le lezioni di osservare nelle varie fasi di pratica e analizzare ogni singolo comportamento, in particolare quando si mantengono le posizioni statiche, dove tutto viene fuori, o tutto rimane "sigillato"...

Praticare il Neijia Quan "Boxe interna cinese" richiede perseveranza, non possiamo ottenere tutto è subito, porsi troppi "perché" non del tutto positivo, allontana la "mente" dall' introspettiva ricerca del movimento.
Consiglio quindi, a tutti coloro che vogliono iniziare a praticare il Neijia Quan (Boxe interna Cinese), un piccolo schema, che fa parte del mio quotidiano esercitare.

Si inizia con lo sviluppare le tre parti del corpo

2 Gambe (anca, ginocchia, caviglie)
2 Braccia (spalle, gomiti, polsi)
1 Tronco ( Dorso, Schiena)

segue
15-20 minuti palo immobile (Zhuan Zhuang) statico e semidinamico
15-20 minuti studio delle singole tecniche
15-30 minuti studio della forma "far nascere la stessa dall'interno".
pratica di tutti i giorni.

Ricercare la "quiete" nella pazienza e perseveranza, essere sereni e positivi.
Non si deve avere la pretesa del "tutto e subito" nel diventare forti e abili.

Essere rilassati, respirare, muovere lentamente ascoltando ogni singola parte del corpo, cercare la continuità e la morbidezza "fluttuare come un fiume ". Questi i principi che regolano la giusta pratica

I risultati arrivano quando non vengono posti come fine "quando meno te lo aspetti" ma per la continua ricerca dell'essere...

Lino Perlongo

nella foto : allieva Rosanna in Taiji Shàn "ventaglio Taiji"

lunedì 6 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo: un pensiero, una preghiera ...



Accendiamo una candela, o un incenso
poi una preghiera, non importa se cristiana,
musulmana, ortodossa o Buddista, purchè rivolgendo
lo sguardo al cielo si possa donare pace alle persone
che oggi non sono piu' fra di noi, vittime di questo infausto evento.....

sabato 4 aprile 2009

Un Detto Buddista !


Se guardi nella direzione giusta

l'unica cosa che devi fare

e continuare a camminare . . .

venerdì 20 marzo 2009

Quando trovi il tuo Tao. . .




Come spesso mi capita di dire: … se riesci ad ascoltare le vibrazioni che le forze invisibili ti offrono non sbagli mai. . . esse possono diventare visibili ….

Difficile raccontare in poche righe un'esperienza dai sublimi valori, in particolare quando si deve descrivere un Maestro di Kung Fu e non solo, cercherò di essere inciso, diretto, asciutto e breve …. per quanto mi è possibile !

Il Maestro Gino Battista è stato il mio inizio e continua ad essere un grande amico e Maestro di Kung Fu, nel mio percorso di studio e pratica, ho conosciuto anche molte persone e personaggi, alcuni di questi buoni insegnanti, altri semplici romanzieri, racconterò in un’ altro contesto queste, oggi ironiche esperienze, che appartengono ormai ad un passato.
Debbo molto al M°Gino, a saputo indicarmi la via, e come afferma Lui “… non si è sbagliato, aveva visto giusto” . . . e proprio sulla base di queste indicazioni (pratica e formazione continua del Wushu Kung Fu) che ho avuto modo di indagare su ciò che poteva essere fulcro del mio Tao, oggi con molto orgoglio posso dire di averlo trovato, Maestro Loriano Belluomini, ecco il mio “TAO” … nella sua interezza.

Dopo tanti inconvenienti organizzativi, e abbondanti posticipi a causa del maltempo che continuava incessantemente a disturbare la fase organizzative della mia partenza, eccomi finalmente giunto nella splendida città di Lucca, per il mio training di Kung Fu, non solo, ma anche per la pratica di quella strada che ho sempre ricercato e sentito, la meditazione.

Il Maestro Loriano pratica Kung Fu sulle mura di Lucca, è una persona che definirei “splendida”, con i suoi grandi insegnamenti vuole condividere senza alcun problema e con semplice naturalezza, le sue conoscenze, insegna e pratica, Taiji Quan, Bagua Zhang, Xingyi Quan e Liu He Tang Lang, rappresentati da un unico nome “Wudang Kung Fu” tradizione wWudang.

Da oltre vent’anni si reca regolarmente in Cina dove continua a studiare con i più grandi e importanti maestri di eccelsa fama.
E’ l’unico che può vantare un curriculum di studio sul neijia (stili interni) con altrettanto autorizzazione all’insegnamento, e di questo non si è mai vantato, continuando incessantemente la sua pratica.
Ho visto tante persone esercitare, poche praticare con serietà Kung Fu, ma il Maestro Loriano secondo me, sicuro di non essere il solo ad affermarlo, ha una competenza e una preparazione unica, in particolare su Xingyi quan e Bagua zhang, quest’ultimo la sua arte preferita, e non di meno su Taiji e Tang Lang. . .

Loriano (come mi diceva semplicemente di chiamarlo- ma io sempre Maestro!) e una persona che non ama apparire, ma come diceva nella nostra ultima chiacchierata telefonica; “… non è l’abito che fa il monaco, vero! ma avvolte anche l’abito fa il monaco ….”
Ho sempre sostenuto che i Maestri quelli veri sono nascosti oltre che rari, è vero!

I giorni sono passati intensi, vissuti ma altrettanto veloci, abbiamo iniziato con la pratica dello Xingyi che ho rivisitato, visto che circa due anni fa (se non ricordo male) avevo iniziato a studiarlo, praticandolo sino ad oggi come mia abitudine, abbiamo iniziato il Bagua Zhang scuola Yin Fu, sentivo quel lavoro come un antico richiamo, tutto era naturale, poi dopo un buon pranzo, e una “profonda” chiacchierata, subito a lavoro riprendendo ciò che avevamo fatto, ho ricevuto anche i suoi complimenti e questo per me è stato importante, restituendo motivazione alla mia continua pratica … si prosegue con Baguazhang e Taiji di Sun Lutang, splendido.
Ecco un momento speciale atteso, voluto, cercato, la pratica della meditazione, Meditazione Samatha-Vipassana, che dire?! È semplicemente quello che cercavo, sottolineo che l’altra attività preferita del maestro Loriano è la Meditazione.
Domenica mattina abbiamo completato questo mio training continuando a lavorare su Bagua Zhang e in fine Taiji.

Questo breve racconto per rendere omaggio dell’importante traccia indelebile che il M° Loriano con i suoi insegnamenti continua a fornire.
Voglio cogliere l’occasione di sottolineare con la seguente dichiarazione, la mia volontà e decisione, in maniera definitiva nel proseguire la pratica e l’insegnamento del Gong Fu sotto la guida del mio M° Loriano Belluomini, omaggiando con questo mio impegno e con il nome della scuola “Wudang Pai Yuan –Long Tao –Battista Tan Pao” che vuol essere un diretto collegamento, e rappresentare il centro di Kung Fu Wudang “Wudang Quan Yuan” di Lucca.

Come dicevo tempo fa ad un Maestro di Taiji mio amico, dobbiamo scegliere, in base hai nostri interessi di ricerca personale, utilizzando tutto ciò come mezzo e non come fine …
io ho scelto e trovato, ho dovuto decidere cosa e come praticare, ovviamente insegnare (condividere), ma soprattutto con chi proseguire il grande viaggio, oltre che un grande Maestro di Kung Fu Wudang, un’importante guida che continuerà ad illuminare il mio TAO.

Grazie Loriano!

… per inciso, dopo il grande troviamo solo l’infinito universo.




sopra: il Maestro Loriano in "Feng Xing Zhang" posizione (shan zhang)


sotto: Lino Perlongo e il M° Loriano eseguono "Di Yi Lu - Duilian, Bagua lineare

venerdì 27 febbraio 2009

Dentro di noi . . .

L'unico vero maestro
non è in nessuna foresta,
in nessuna capanna,
in nessuna caverna
di ghiaccio dell'Himalaya. . .
. . . E' dentro di noi "
Tiziano Terzani



mercoledì 25 febbraio 2009

all' uomo

dedali istinti verdeggianti menano
al sol concepire l’esser fecondo,
pure, o ingegnoso, sale ritieni,
numi e proiezioni oltre il tuo mondo.
cos’è che fuor ti induce oltre traluce?

è silente alienazione dal grave
dal profondo, coacervo di terre
che chiami corpo, ove inganni trami.
ivi mortifichi quel salto oblato
diretto a infrangere l’immanente,

resiliente t’esprimi in un boato,
furente negazione d’ambi essenze,
morboso custodisci ogni passione,
poi ineffabile t’ergi al disgiunto
e ti specchi nell’uomo metafisico.

uomo! non sei bestia né sei giudizio,
forse diniego della solitudine,
ora diga dell’insignificanza
che è presenza traboccante e ostile
nell’ambizione misera coscienza.

l’alterazione è un vento di maggio
che seduce il polline seco addotto,
così l’uomo accosta il suo contagio
alterato nel frutto che ha prodotto
e addiviene ad aèrea condizione.

severa giunge l’astrazione làuta
e dolcissima, alta come neve
la necessità mercifica e glauca
rifiorisce le inessenziali mete
mentre il mondo s’avvizzisce piccolo.

straripanti acute lacrime accecano
il fatale ritorno ineluttabile,
redivive convulsioni percorrono
l’incarnata coscienza stupefatta,
leste le membra tracollano in rapide.

prosaiche legioni atroci l’inghiottono,
l’uomo pendulo limbale confonde
il passo nel motivo pantomimico
vacuo cercare di sua illusione,
annaspante attende acerbo trasbordo.

lusinghiero slancio torpore induce
ed il corpo perde sua nozione,
venial d’assenso l’intero introduce
più alto senso di nullificazione
tal che più amaro si fa il risorgere.

il frangente d’illusa estraniazione
confina l’essere in precario abbaglio
e tanto intenso e duraturo vaglio
fa dell’opre umane ostinazione,
tanto più amaro si fa il risorgere.

risorgere presto d’intorno alla vita
è placebo averno d’ogni virtù,
vengon gli affanni d’assenza sfinita
ancor contingente ardua realtà,
l’approdo è noia d’infranta esedra.

clòrido effondersi d’aliti d’alba,
confondersi d’uomo nel giogo dei sensi,
pace nascente in seno a una donna
siete da sempre agenti sinistri
di conclamata già squallida resa.

s’emulsiona rimesso dell’uomo
lo spirito inerme alla verità,
su d’un sistema fra azioni ed effetti
si snoda perfino la senilità
fra valli pacate d’umida edera.

( "Mimmo Burzachechi")

lunedì 16 febbraio 2009

L'arte della spada in una notte di pioggia!



Ogni praticante, in particolare chi ha scelto e indossa l'abito del "Maestro" dovrebbe raccontarsi nelle proprie esperienze, atte a sviluppare quella crescita personale rivivendo nel racconto il proprio percorso, e portando se stessi come esempio per gli altri.

Con questa simpatica introduzione, voglio raccontarmi e raccontare una delle mie tante esperienze di pratica.

Premesso che una delle mie armi preferite è la spada, classificata la regina delle armi corte.
La si ritrova inserita in molti sistemi di Gong Fu "weijia" sistemi esterni, ma voglio rammentare che la spada appartiene ai sistemi interni “neijia” , famosa la Wudang jian “spada del Wudang” da cui deriva la Taiji Jian “spada Taiji”. . .

E’ proprio un momento di pratica con la spada che voglio raccontare, uno di quei momenti descritto da me come "Maestro di se stesso....dopo aver ricevuto gli insegnamenti dei propri Maestri ".
In questo quotidiano esercitare, cioè praticare "Gong Fu o Kung Fu", da sempre mi ritrovo "io" ed il mio "io", nel luogo che ho scelto per la mia pratica di tutti i giorni "casa mia", avendo la fortuna di esercitare a contatto con la natura "il mio giardino", certo e stupendo, ma avvolte bisogna sfruttare (nei periodi di intemperie) anche i luoghi chiusi che non mancano....
Ma è proprio una di queste intemperie che ho voluto sfidare, vi confesso che ho sempre amato esercitare di notte, in particolare nelle sere d'estate quando il caldo non favorisce la pratica diurna (anche se esercito come molti sanno prima di recarmi a lavoro ore 07:00).

La stessa notte che porta consiglio, che ti permette di "ascoltare", che mette in equilibrio le energie diurne con quelle notturne (il Qi del sole il Qi della luna), che ti permette di riflettere sulla vita di tutti i giorni, negli scontri e negli incontri.

Vi assicuro che il Gong Fu cambia in un ascolto particolare, senti il tuo corpo tutt'uno con l'universo ogni piccolo movimento diventa grande movimento, esercitare poi un'arma con cui studiare ogni singolo gesto diventa splendido.

Era una serata cupa ( due anni fa se non erro ) con poche stelle in cielo ( mi piace ammirare le 7 stelle - qi xin), la luna si alternava, nascondendosi dietro le nuvole che minacciavano pioggia, mi accingevo a scendere in giardino dove solitamente esercito il mio gong fu, quando non sono a lezione con i miei allievi.
Interpellai me stesso; era opportuno rimanere dentro o vivere la natura nelle sue incognite alternanze?....attratto da quelle forze "invisibili" che se le ascolti non mentono mai....ebbi una forte attrazione nell'esercitare l'arte della spada "jian shu", anche se il temporale non avrebbe tardato ad arrivare, iniziai come sempre con esercizi di Zhan Zhuang (il Gong del palo eretto o immobile), successivamente con il brandire la spada cominciai ad esercitarla, passai tanto tempo ad eseguire ogni tecnica e ricercare i suoi contenuti...

Il tempo era stato abbastanza clemente per tutta la pratica iniziale, ma aveva deciso di nutrire la terra con un pò di pioggia, cominciò a piovigginare, io continuai ad esercitare senza interruzione, sensazione bellissima, indimenticabile, la forma da me eseguita divenne forte fluida e quieta , li forse ho iniziato a comprendere lo stato di quiete....nella’alternare le tecniche, era come se la lama raccogliesse a se la pioggia sotto una strana forma di energia, per disfarsene nella successiva tecnica"es. quando si fa vibrare la lama - fan jin - forza esplosiva . . .per dare un'idea".

La soffice pioggia aveva smesso di venir giù, e con essa anche la mia pratica era finita, rivolgendomi al cielo ad est salutai l'universo omaggiando con la mia pratica gli antichi Maestri, e ringraziando gli attuali, per i loro continui insegnamenti, sentii una grande soddisfazione oltre che uno stato di benessere crescente, una gratificazione nel mio Gong Fu, e tanta serenità e libertà, forse quest'ultima pronto a perderla poco dopo o nei seguenti giorni, ma comunque sempre predisposto a riceverla nuovamente. . . .con il mio continuo esercitare.

martedì 10 febbraio 2009

L’imperfezione della conchiglia



...la perla nasce
dall’imperfezione della conchiglia

la poesia...
dalla cerebrale entropia

e come non si pensa al difetto della conchiglia
ammirandone la perla

così la poesia
incontrando la follia
ne illumina la notte...




(Da:"Il vuoto mistico della retta" Gaetano G. Perlongo)

lunedì 2 febbraio 2009

Una scelta importante nel mio Gong Fu


Partendo dal presupposto che prendere una decisione è sempre difficile, ma se questa, è frutto di una introspettiva forma di riflessione/meditazione, attraverso la quale proseguire un cammino , allora la stessa diventa semplicemente naturale.


Questo pensiero, forse molto “personale”, descrive i punti salienti di una scelta, che nasce da un ascolto non del tutto arbitrario, in quanto non si può decidere in base allo stato d'animo alterato, o a impulsi frenetici atti a raggiungere un fine, ma è nella "quiete" che nasce e si sviluppa la mia scelta, segno questo di un "cambiamento" incisivo per il mio Gong Fu!

Voglio quindi citare con una frase, “gong fa zi ran” pratica il Gong Fu naturale, spontaneo, istintivo, e interiore, questa la mia “SCELTA”, immergendomi completamente nel proseguo del Nei Gong “lavoro interno” il quale sin da subito a catturato la mia attenzione sia nella pratica, che nella sua filosofia, mistica, esoterica.