
Ogni praticante, in particolare chi ha scelto e indossa l'abito del "Maestro" dovrebbe raccontarsi nelle proprie esperienze, atte a sviluppare quella crescita personale rivivendo nel racconto il proprio percorso, e portando se stessi come esempio per gli altri.
Con questa simpatica introduzione, voglio raccontarmi e raccontare una delle mie tante esperienze di pratica.
Premesso che una delle mie armi preferite è la spada, classificata la regina delle armi corte.
La si ritrova inserita in molti sistemi di Gong Fu "weijia" sistemi esterni, ma voglio rammentare che la spada appartiene ai sistemi interni “neijia” , famosa la Wudang jian “spada del Wudang” da cui deriva la Taiji Jian “spada Taiji”. . .
E’ proprio un momento di pratica con la spada che voglio raccontare, uno di quei momenti descritto da me come "Maestro di se stesso....dopo aver ricevuto gli insegnamenti dei propri Maestri ".
In questo quotidiano esercitare, cioè praticare "Gong Fu o Kung Fu", da sempre mi ritrovo "io" ed il mio "io", nel luogo che ho scelto per la mia pratica di tutti i giorni "casa mia", avendo la fortuna di esercitare a contatto con la natura "il mio giardino", certo e stupendo, ma avvolte bisogna sfruttare (nei periodi di intemperie) anche i luoghi chiusi che non mancano....
Ma è proprio una di queste intemperie che ho voluto sfidare, vi confesso che ho sempre amato esercitare di notte, in particolare nelle sere d'estate quando il caldo non favorisce la pratica diurna (anche se esercito come molti sanno prima di recarmi a lavoro ore 07:00).
La stessa notte che porta consiglio, che ti permette di "ascoltare", che mette in equilibrio le energie diurne con quelle notturne (il Qi del sole il Qi della luna), che ti permette di riflettere sulla vita di tutti i giorni, negli scontri e negli incontri.
Vi assicuro che il Gong Fu cambia in un ascolto particolare, senti il tuo corpo tutt'uno con l'universo ogni piccolo movimento diventa grande movimento, esercitare poi un'arma con cui studiare ogni singolo gesto diventa splendido.
Era una serata cupa ( due anni fa se non erro ) con poche stelle in cielo ( mi piace ammirare le 7 stelle - qi xin), la luna si alternava, nascondendosi dietro le nuvole che minacciavano pioggia, mi accingevo a scendere in giardino dove solitamente esercito il mio gong fu, quando non sono a lezione con i miei allievi.
Interpellai me stesso; era opportuno rimanere dentro o vivere la natura nelle sue incognite alternanze?....attratto da quelle forze "invisibili" che se le ascolti non mentono mai....ebbi una forte attrazione nell'esercitare l'arte della spada "jian shu", anche se il temporale non avrebbe tardato ad arrivare, iniziai come sempre con esercizi di Zhan Zhuang (il Gong del palo eretto o immobile), successivamente con il brandire la spada cominciai ad esercitarla, passai tanto tempo ad eseguire ogni tecnica e ricercare i suoi contenuti...
Il tempo era stato abbastanza clemente per tutta la pratica iniziale, ma aveva deciso di nutrire la terra con un pò di pioggia, cominciò a piovigginare, io continuai ad esercitare senza interruzione, sensazione bellissima, indimenticabile, la forma da me eseguita divenne forte fluida e quieta , li forse ho iniziato a comprendere lo stato di quiete....nella’alternare le tecniche, era come se la lama raccogliesse a se la pioggia sotto una strana forma di energia, per disfarsene nella successiva tecnica"es. quando si fa vibrare la lama - fan jin - forza esplosiva . . .per dare un'idea".
La soffice pioggia aveva smesso di venir giù, e con essa anche la mia pratica era finita, rivolgendomi al cielo ad est salutai l'universo omaggiando con la mia pratica gli antichi Maestri, e ringraziando gli attuali, per i loro continui insegnamenti, sentii una grande soddisfazione oltre che uno stato di benessere crescente, una gratificazione nel mio Gong Fu, e tanta serenità e libertà, forse quest'ultima pronto a perderla poco dopo o nei seguenti giorni, ma comunque sempre predisposto a riceverla nuovamente. . . .con il mio continuo esercitare.
Con questa simpatica introduzione, voglio raccontarmi e raccontare una delle mie tante esperienze di pratica.
Premesso che una delle mie armi preferite è la spada, classificata la regina delle armi corte.
La si ritrova inserita in molti sistemi di Gong Fu "weijia" sistemi esterni, ma voglio rammentare che la spada appartiene ai sistemi interni “neijia” , famosa la Wudang jian “spada del Wudang” da cui deriva la Taiji Jian “spada Taiji”. . .
E’ proprio un momento di pratica con la spada che voglio raccontare, uno di quei momenti descritto da me come "Maestro di se stesso....dopo aver ricevuto gli insegnamenti dei propri Maestri ".
In questo quotidiano esercitare, cioè praticare "Gong Fu o Kung Fu", da sempre mi ritrovo "io" ed il mio "io", nel luogo che ho scelto per la mia pratica di tutti i giorni "casa mia", avendo la fortuna di esercitare a contatto con la natura "il mio giardino", certo e stupendo, ma avvolte bisogna sfruttare (nei periodi di intemperie) anche i luoghi chiusi che non mancano....
Ma è proprio una di queste intemperie che ho voluto sfidare, vi confesso che ho sempre amato esercitare di notte, in particolare nelle sere d'estate quando il caldo non favorisce la pratica diurna (anche se esercito come molti sanno prima di recarmi a lavoro ore 07:00).
La stessa notte che porta consiglio, che ti permette di "ascoltare", che mette in equilibrio le energie diurne con quelle notturne (il Qi del sole il Qi della luna), che ti permette di riflettere sulla vita di tutti i giorni, negli scontri e negli incontri.
Vi assicuro che il Gong Fu cambia in un ascolto particolare, senti il tuo corpo tutt'uno con l'universo ogni piccolo movimento diventa grande movimento, esercitare poi un'arma con cui studiare ogni singolo gesto diventa splendido.
Era una serata cupa ( due anni fa se non erro ) con poche stelle in cielo ( mi piace ammirare le 7 stelle - qi xin), la luna si alternava, nascondendosi dietro le nuvole che minacciavano pioggia, mi accingevo a scendere in giardino dove solitamente esercito il mio gong fu, quando non sono a lezione con i miei allievi.
Interpellai me stesso; era opportuno rimanere dentro o vivere la natura nelle sue incognite alternanze?....attratto da quelle forze "invisibili" che se le ascolti non mentono mai....ebbi una forte attrazione nell'esercitare l'arte della spada "jian shu", anche se il temporale non avrebbe tardato ad arrivare, iniziai come sempre con esercizi di Zhan Zhuang (il Gong del palo eretto o immobile), successivamente con il brandire la spada cominciai ad esercitarla, passai tanto tempo ad eseguire ogni tecnica e ricercare i suoi contenuti...
Il tempo era stato abbastanza clemente per tutta la pratica iniziale, ma aveva deciso di nutrire la terra con un pò di pioggia, cominciò a piovigginare, io continuai ad esercitare senza interruzione, sensazione bellissima, indimenticabile, la forma da me eseguita divenne forte fluida e quieta , li forse ho iniziato a comprendere lo stato di quiete....nella’alternare le tecniche, era come se la lama raccogliesse a se la pioggia sotto una strana forma di energia, per disfarsene nella successiva tecnica"es. quando si fa vibrare la lama - fan jin - forza esplosiva . . .per dare un'idea".
La soffice pioggia aveva smesso di venir giù, e con essa anche la mia pratica era finita, rivolgendomi al cielo ad est salutai l'universo omaggiando con la mia pratica gli antichi Maestri, e ringraziando gli attuali, per i loro continui insegnamenti, sentii una grande soddisfazione oltre che uno stato di benessere crescente, una gratificazione nel mio Gong Fu, e tanta serenità e libertà, forse quest'ultima pronto a perderla poco dopo o nei seguenti giorni, ma comunque sempre predisposto a riceverla nuovamente. . . .con il mio continuo esercitare.

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